Dario Olivi nasce il 22 Novembre del 1955 a Santa Fiora, un piccolo paese alle pendici del Monte Amiata e con lo sguardo sulla Maremma. All’età di 13-14 anni, dopo essersi trasferito a Firenze,inizia a frequentar4e la bottega artigiana dell’amico Ivo, grazie al quale scopre il mondo della pittura.
Nel 1978 la passione per l’arte sfocia nella professione di banditore d’asta e gallerista,che esercita per 20 anni nelle gallerie dislocate nei villaggi di vacanze italiani.
Successivamente comincia ad interessarsi al mondo delle televendite fino ad approdare, nel 2002, alla galleria Orler, con la quale ancora oggi collabora conducendo nel week-end tre televendite riguardanti arte moderna e contemporanea.
Nella vita privata coltiva, oltre alla passione per l’arte, quella per il “viaggio”, che lo spinge a visitare e studiare culture e mondi lontani, religioni e filosofie diverse.
La spiritualità del mondo orientale determina anche, alla fine degli anni novanta, l’incontro con il Buddhismo.
I luoghi e le persone incontrate in viaggio lo hanno,inoltre, aiutato a coltivare il meraviglioso hobby della fotografia.
Le circostanze professionali hanno portato Dario a vivere frequentemente fuori dalla sua Firenze, con la quale ha però mantenuto un forte legame affettivo grazie al miracolo artistico,eternamente vivo, di cui la città è padrona.
Altre passioni della sua vita sono la musica jazz e quella meravigliosa malattia che si chiama Fiorentina.
Ed infine l’amore per la poesia:
“Vedere il mondo in un granello di sabbia
E il cielo in un fiore di campo,
Tenere l’infinito nel palmo della tua mano,
E l’eternità in un’ora.”
William Blake



